Recensione: Final Fantasy IV The Complete Collection

Pubblicato: maggio 19, 2011 in Recensioni
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Vent’anni fa usciva Final Fantasy IV. Per la prima volta, i giocatori di Giappone e Stati Uniti potevano vestire i panni di Cecil, Rosa, Rydia e compagnia. Il gioco fu un successo, e con il passare degli anni, ha ricevuto moltissime riedizioni tra Porting e Remake: SNES (FFIV Easy Type), PS1 (versione che portò FFIV in Europa per la prima volta), GBA, Wonderswan Color, Nintendo DS, Cellulare. Dato il successo del titolo in ogni sua uscita venne sviluppato un seguito, rimasto prima confinato sui cellulari giapponesi, per sbarcare poi in occidente tramite la piattaforma WiiWare. Ed ecco che Square-Enix, in una mossa prevedibilissima propone una collection per PSP, contenente il capitolo originale, il sequel ed infine un nuovo “capitolo” intermedio che va a collegare i due giochi. La collection vale il prezzo del biglietto? Tuffarcisi a pesce o starne lontani? Andiamo a scoprirlo.

One born of a dragon…

Cecil, cavaliere oscuro di Baron, in seguito ad una missione particolarmente cruenta, inizia a dubitare del suo spirito e del suo re. Dopo aver esposto i suoi dubbi, viene degradato e mandato in una missione piuttosto semplice, che però farà partire tutta una serie d’eventi che lo porteranno a scoprire se stesso, conoscere numerosi personaggi ed ovviamente, a scontrarsi con la minaccia che oscura il mondo. Premessa e svolgimento generali piuttosto semplici, ma funzionali, con qualche colpo di scena sparso qui e la. I personaggi introdotti nel corso dell’avventura sono ben differenziati e generalmente ben caratterizzati. E’ quindi facile comprendere perché FFIV sia il capitolo della saga più amato in Giappone e uno tra i più amati worldwide.

Passando oltre, abbiamo FFIV Interlude, che, come si deduce dal titolo, va a piazzarsi tra FFIV e FFIV The After Years. Prima dell’uscita del gioco, gli sviluppatori andavano sbandierando 15 ore di durata, trama ricca e tutta una serie di annunci volti ad attirare interesse. La verità? FFIV Interlude è completamente vuoto. Una serie d’eventi che sembrano messi tanto per, senza una logica precisa, che non aggiungono nulla di veramente utile alla trama, se non un pelino di retconning, per niente necessario.

L'ironia pervade spesso lo scriptL'ironia pervade spesso lo script

Concludiamo l’analisi della trama con il sequel, The After Years che vede protagonista Ceodore, figlio insicuro di Cecil e Rosa. Il gioco si presenta suddiviso in capitoli, di cui 2 obbligatori, ed altri facoltativi. Tuttavia, completarli tutti prima di sbloccare l’ultimo capitolo conclusivo, permette di avere una visione complessiva della trama più completa, nonché di conoscere nuovi personaggi. I singoli capitoli sono ben presentati, e riescono a suscitare l’interesse del giocatore. Tuttavia, il problema peggiore nasce dall’ultimo, conclusivo capitolo. Poverissimo di trama e quel po’ di trama che c’è è pessima, ben lontana dai fasti del capitolo precedente. La conclusione inoltre è alquanto scadente e presenta un avversario per nulla degno di questo nome. Il Chara Development è completamente assente, salvo qualche retroscena su un singolo personaggio. Davvero un peccato, perché date le premesse dei capitoli iniziali, il potenziale per una conclusione con il botto c’era.

L’alba del Final Fantasy Moderno

Final Fantasy IV gettò le basi per tutti i FF che seguirono. Fu infatti il primo capitolo ad introdurre la feature chiamata “Active Time Battle”, ossia una nuova gestione dei turni, che simola lo scorrimento del tempo. Tutto questo incluse un nuovo fattore di cui tenere conto durante le battaglie, che unito alla continua rotazione dei membri del gruppo offriva al giocatore la possibilità di studiare la propria strategia turno per turno. L’ATB non era però l’unica novità introdotta. Per la prima volta, il gioco presentava al giocatore un insieme di personaggi ben definiti a livello combattivo, senza possibilità di influire sullo sviluppo come invece succedeva nei capitoli precedenti. I personaggi salgono di livello ed imparano tecniche e magie man mano che crescono. Tutto ciò influisce sulla libertà del giocatore, ma rimane comunque funzionale, perché comunque fino a poco prima della fine del gioco, il party varierà spesso, costringendo a cambiare strategie ed equipaggiamenti per sfruttare al meglio ciò che ci viene offerto. Concludono il tutto gli incontri casuali, un buon dungeon design e la gestione dell’inventario, limitato a solo 48 slot. Lo stesso identico sistema viene sfruttato per FFIV Interlude, che quindi non offre nulla di nuovo con cui gingillarsi.

No, non sto perdendo. E' la mia Solo Cecil

Concludiamo il tutto con le aggiunte/modifiche presenti in The After Years. A grandi linee, il gioco ricalca il gameplay base di FFIV, ma include un paio di interessanti aggiunte. In primo luogo, in maniera simile a Chrono Trigger i personaggi possono eseguire attacchi combinati chiamati “Band Attacks”. Alcuni saranno sbloccati automaticamente, altri vanno scoperti dal giocatore. Ogni attacco ha un costo in MP e un determinato tempo di caricamento. L’altra feature presentata in The After Years è l’aggiunta delle fasi lunari, che influiranno sulla potenza di vari attacchi. Le differenze tra le vari fasi non sono grandissime, ma si può manipolare la rotazione della luna per poter ottenere quel vantaggio che può permetterci di sconfiggere un boss particolarmente difficile.

Il fascino degli sprite
Final Fantasy IV The Complete Collection si presenta al giocatore attraverso un comparto grafico completamente in 2D. Un 2D curatissimo, ricco di dettagli e fluido. La base del motore grafico è sicuramente FF Anniversary, ma il tutto è stato ulteriormente migliorato e arricchito. Dalle animazioni degli sprite a quelle delle evocazioni e delle magie. Nuovi dettagliatissimi artwork accompagnano i dialoghi e i mostri sono stati ridisegnati, così da rispecchiare ancora meglio gli artwork originali Accompagnano il gioco le due opening, una per FFIV (la stessa della versione DS) e una per The After Years. Ci sono però un paio di lievi difetti. Innanzitutto, non c’è “coerenza” per quanto concerne la continuità degli Artwork che accompagnano i dialoghi. Lo stesso set è utilizzato per FFIV e FFIV Interlude, mentre un nuovo set, più “mangoso” è utilizzato per The After Years. E’ una cosa minima, ma potrebbe infastidire qualcuno. Infine, sono stati inclusi i filmati inseriti in FFIV DS. Riciclati totalmente sono stati infilati all’interno di FFIV. C’è da dire che cozzano totalmente con lo stile grafico.

Stessa storia stessa musica

Uno degli aspetti migliori di FFIV è sicuramente la sua OST. Curatissima, melodica, toccante e struggente. Un lavoro perfetto, capace di resistere allo scorrere del tempo. Non per nulla il gioco offre la possibilità di scegliere tra la vecchia OST per SNES e la versione riarrangiata che venne creata in occasione del remake per Nintendo DS. Una nota però negativa va segnata. I nuovi brani creati per The After Years sono piuttosto blandi e mal si sposano con l’atmosfera che accompagnano.

Uno degli stupendi Artwork

Una storia lunga 17 anni

Final Fantasy IV The Complete Collection offre un monte ore sicuramente invidiabile su PSP. Considerando solo le storie principali, senza side quest o postgame, arriviamo ad un totale di circa 50 ore (suddivise più o meno così: 20-25 per FFIV, 2-3 per FFIV Interlude e 20-25 per The After Years). Ma la ricca presenza di side quest e di contenuto postgame permette al giocatore di arrivare senza problemi a 70-80 ore.

Completo, si. Ma parzialmente deludente…

Final Fantasy IV The Complete Collection offre a qualsiasi giocatore un’immersione totale nell’universo di Cecil, tuttavia, la bassa qualità del sequel e dell’intermezzo potrebbe scoraggiare qualcuno dal comprare la Collection. La consiglio comunque ai fan di FFIV, per un ennesimo giro nel suo fantastico mondo e magari per un’occhiata curiosa a the After Years.

TRAMA: 7.5 (Voto complessivo dei tre giochi, mozzato da Interlude e TAY)

GAMEPLAY: 8.5

GRAFICA: 8.5

SONORO: 9

LONGEVITA’: 9

VOTO COMPLESSIVO: 8

Pro:

“Tre” giochi in uno

-OST spettacolare

-Gameplay semplice ma funzionale

-FFIV è sempre stupendo

-Grafica 2D curatissima
Contro:

-FFIV Interlude è inutile e corto

-FFIV TAY inizia bene e finisce male

-Non c’è coerenza e continuità tra gli artwork

Nerdamente Vostro,

Zio Name

commenti
  1. Syndicate scrive:

    Sinceramente mi sembra la solita operazione per far cassa con investimenti ZERO che sta diventando sempre più una costante in casa Square viste le grosse perdite dell’ultimo anno Fiscale. Cioè non si sono neanche sprecati a fare un Porting del Remake già uscito anni fa su DS (e non mi parlate di esclusiva Nintendo perchè il remake del III è uscito si IOS).

    • Zio Name scrive:

      E dobbiamo fargliene una colpa? Non direi. Hanno optato per la via più facile ed economica, io non vedo il problema. Il risultato ottenuto è di buon livello? Si. Inoltre, per concludere, personalmente sono dell’idea che 2D ben fatto > 3D di qualsiasi piattaforma.

  2. PukkaNaraku scrive:

    Non dirlo nemmeno per scherzo…allo Zio viene il mal di testa a pensare agli “omini stitichi” del remake DS! LOL😄
    Cmq, parlando di longevità, non eri tu che su altri lidi affermavi che, nonostante il grande monte ore effettivo del titolo, il voto alla longevità complessivo era minato moltissimo da Interlude e TAY?!? E cosa vedo qui…un portentoso 9!!! Che coerenza non c’è che dire! ri-LOL😄

    • Zio Name scrive:

      Il discorso fatto su altri lidi era una parere prettamente soggettivo, dove non dovevo esprimere valutazioni o altro, perché dopo tutto l’adertising fatto e le notizie date, mi aspettavo una durata di almeno 7-8 ore da Interlude (suvvia, era palese che 15 fosse eccessivo). Ed una 30 solo per la storyline da The After Years. Ok, io ne ho in totale circa 37-38 su TAY, ma stiamo parlando di un tempo che include anche altre 15-20 ore spese nei Challenge Dungeon (che guardacaso alla fine ho droppato). Qui, ho comunque tenuto conto che stiamo parlando di una console portatile e 50 ore per una console portatile, che piaccia o meno sono un buon risultato. Ho comunque segnalato nei contro che Interlude sia corto, indi non mi pare di aver omesso niente. Il problema maggiore di Interlude e The After Years non è la durata (ma viene subito dopo), bensì la loro poverissima trama che non trasmette praticamente nulla.

  3. PukkaNaraku scrive:

    Non mi sembrava un parere così tanto soggettivo il tuo, dato che in altra sede stavamo facendo paragoni tra votazioni di Longevità con Ys (e il discorso tutto era, tranne che soggettivo)…inoltre ti sei risposto da solo con le ultime frasi appena scritte: la bassa qualità di Interlude e TAY (almeno secondo le tue parole, mi baso su quelle perchè il titolo non l’ho ancora giocato) minano pesantemente la longevità complessiva, ergo un 9, secondo le tue ultime parole, è fin troppo elevato, monte ore infinito o meno!

    • Zio Name scrive:

      Minano la longevità secondo le MIE aspettative, non secondo un discorso oggettivo. Perché volenti o nolenti, 50 ore sono un buon numero. Il problema sta nelle 15 ore annunciate e poi smentite gioco alla mano.

  4. PukkaNaraku scrive:

    Che traspaiono dalla tua recensione, che dovrebbe essere oggettiva! Quindi il voto è esagerato senza ma né forse! ^_^

  5. Dunther scrive:

    Bhe avendo già giocato il remake per DS non provo il benché minimo interesse verso questo, però i capitoli extra, seppur scadenti, me li farei volentieri per completezza, magari in futuro…

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