Recensione: Tales of Phantasia

Pubblicato: luglio 8, 2011 in Recensioni, Videogames
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Nel 1995, dopo uno sviluppo travagliato ed il rischio di non arrivare al mercato, esce, nei territori giapponesi, il primo capitolo di una delle più lunghe saghe di sempre. Sto parlando di Tales of Phantasia, creatura dell’ex Wolf Team (Ora Namco Tales Studio), che, nonostante tutto, riuscì a riscuotere un forte successo di pubblico e critica, dando il via ad una saga che tira ancora fortissimo. La versione che andrò a recensire oggi è la versione PS1, il primo di tanti remake/porting che il gioco ha ricevuto.

Time Tavel is the answer…
La trama di Tales of Phantasia parte con una premessa molto semplice. Il villaggio del protagonista, Cless Alvein (so che il nome ufficiale di nintendo è Cress, ma sono abituarlo a chiamarlo Cless dai tempi che giocai la versione SNES) viene raso al suolo, lui viene imprigionato ed assiste alla liberazione di un pericoloso nemico del passato. Per sconfiggerlo, Cless dovrà viaggiare attraverso il tempo, affrontando numerosi nemici, scoprendo civiltà perdute e incontrando moltissimi personaggi, sia buoni che cattivi.

Il ritmo della trama è sostenuto, la distribuzione degli eventi lascia difficilmente qualche fase di vuoto e/o noiosa ed il cast, fortunatamente è ben approfondito. Ben costruito anche il background del mondo di gioco, così come la sequenza temporale, fattore molto importante che culmina con la mancanza totale di pericolosi paradossi temporali.

 

ToP Opening

Una scena dell'opening animata.

Real time ass kicking
Ciò che differenziava Tales of Phantasia dagli jRPG dell’epoca era il suo Battle System, puramente Action e somigliante, per certi aspetti ad un picchiaduro. Ma andiamo ad analizzare il battle System nel dettaglio. Il gioco si affida al Linear Motion Battle System, (LMBS), dove i personaggi ed i nemici sono tutti su un unico piano orizzontale, ed il giocatore controllerà unsingolo personaggio e gli altri 3 che compongono il team principale sono affidati alla AI. Il giocatore potrà eseguire delle azioni basilari come muoversi, saltare, attaccare e difendersi, ma proseguendo nel gioco, apprenderà numerose tecniche che che potrà eseguire con la pressione di un tasto, abbinandolo con i tasti direzionali.

Tutto ciò permette alle battaglie di avere un ritmo molto frenetico, adrenalinico anche perché i compagni di squadra, nonostante le impostazioni della AI siano piuttosto generiche (sono solo 4), sanno comportarsi bene. Sarà inoltre possibile migliorare ulteriormente la loro performance in battaglia, disattivando dal menu apposito le abilità che non volete che vengano utilizzate durante gli scontri, così da poter sfruttare meglio le debolezze e resistenze nemiche.

Per concludere l’analisi del Battle System, segnalo comunque la possibilità di fermare l’azione per cambiare la strategia in caso di necessità oppure per utilizzare un oggetto curativo al volo, offrendo quindi un Battle System adrenalinico, ma lasciando al giocatore il controllo completo della situazione.

Per quanto concerne il resto, abbiamo un normalissimo jRPG, con classica esplorazione città->dungeon->città, side quest, item management, livelli, HP, TP (il corrispettivo degli MP), e incontri casuali. Incontri casuali che rappresentano il principale punto debole di questo cocktail esplosivo, in quanto possono risultare eccessivi. L’altro punto debole del gioco ma che fortunatamente è meno intrusivo è l'”inutilità” di alcuni personaggti in battaglia, vuoi perché acquisiti troppo tardi, vuoi perché messi male di loro.

 

ToP Dialogo

Un piccolo dialogo d'inizio gioco.

Il 2D non ha età
Tales of Phantasia, nel 1995 era probabilmente uno degli esempi più lampanti di cosa poteva offrire uno SNES se programmato e sfruttato come si deve. Per la sua uscita su PS1 (1998), gli sviluppatori decisero di sfruttare come base il motore del seguente capitolo, Tales of Destiny, uscito l’anno prima, limandone i difetti ed arricchendo la grafica ulteriormente. Il risultato è qualcosa che nonostante sia in 2D riesce a soddisfare il palato del giocatore. Ambientazioni luminose e dettagliate, sprite ancor più realistici nei movimenti ed effetti speciali migliorati. Tuttavia, anche qui si presenta un difetto. L’unica limitazione della versione SNES è stata portata anche su PS1, ossia l’effetto “freeze” che avviene quando viene lanciato un incantesimo. L’azione si ferma, interrompendo temporaneamente qualsiasi altra azione in corso, viene eseguita l’animazione dell’incantesimo e poi l’azone riprende. Considerando che la PS1 non era limitata come lo era lo SNES, era una cosa che probabilmente, con un po’ di lavoro in più, si sarebbe potuta evitare.

 

Suonala ancora, Motoi…
Per quanto concerne il comparto sonoro, Tales of Phantasia si affida ad uno dei più prolifici compositori giapponesi, Motoi Sakuraba, che ci offre una colonna sonora assolutamente sublime, perfetta sotto ogni aspetto. Dall’opening ai titoli di coda, ogni brano è semplicemente azzeccato, da quelli più scanzonati a quelli più drammatici, senza dimenticarci gli splendidi battle theme che accompagnano il gioco. La versione PS1 inoltre, offre un doppiaggio dei dialoghi principali dell’avventura e dei numerosi skit, ottimo pure quello.

Pervert Overlord?

Pervert Overlord?

Il tempo è relativo? Non in questo caso.
L’avventura di Cless e compagnia si può terminare in circa 30-35 ore se ci si focalizza solo sulla trama principale, ma considerando l’enorme mole di segreti, side quest e contenuti vari è molto facile raggiungere e superare le 50 ore di gioco. Il gioco offre anche un discreto replay value, in quanto sono presenti vari livelli di difficoltà ed alcuni si sblocano solo completando il gioco almeno una volta. Tuttavia, potrebbe passare un po’ di tempo tra una giocata e l’altra, visto l’impegno che il gioco richiede.

Un capolavoro che trascende il tempo
Valutare Tales of Phantasia oggi, a quasi 16 anni dalla sua uscita non è facile. Perché è cambiata l’utenza, sono cambiati i giochi, sono cambiati i parametri. Tuttavia, cercherò di essere obiettivo e di non farmi accecare dal fanboysmo e dalla nostalgia. Tales of Phantasia, nonostante l’età è un titolo capace di offrire divertimento ed emozioni ancora oggi. E’ un titolo che merita di essere scoperto dagli ultimi arrivati, perché in fondo, volenti o nolenti è un pezzo di storia. Consiglio di reperire la versione GBA (la peggior versione disponibile, ma l’unica uscita in Europa) per vivere un’esperienza che rimarrà nel cuore alla maggiorparte dei giocatori.

TRAMA: 8.5

GAMEPLAY: 9

GRAFICA: 8.5

SONORO: 9.5

LONGEVITA’: 8.5
VOTO COMPLESSIVO: 8.5

 

Nerdamente Vostro,

Zio Name

commenti
  1. Lv scrive:

    questo è uno dei pochi giochi che ho abbandonato in corsa, in questo caso a causa di un gameplay che non riuscii a digerire

    forse un giorno lo reinizierò

  2. Dunther scrive:

    Oh, molto bello Tales of Phantasia. Dovevo giocarmelo per forza di cose, causa colonna sonora, e alla fine optai per la versione SNES, perché le altre mi sembravano poco fedeli come art style e tutto.
    In generale non credo sia un capolavoro assoluto, ma è comunque un ottimo JRPG, che ha spremuto a fondo il SNES (basti pensare all’intro cantata in giapponese).
    Però non credo che l’effetto freeze sia un difetto dato dalle limitazioni tecniche sai, ma più una scelta stilistica…a me non dispiace.

    • Zio Name scrive:

      Per quanto concerne la versione SNES, lessi in un’intervista fatta agli sviluppatori quando uscì la prima versione PSP (la Full Voice Edition), dove ammisero che si trattava di un limite tecnico. Per quanto concerne la versione PS1 credo sia un limite dovuto al non saper ancora programmare come si deve la console, difatti, da Tales of Eternia, il problema è sparito.

      Su GBA, idem, basta difatti guardare i due TotW, praticamente una versione “redux” di Eternia come BS, tutto il real time, mentre ToP è ancora afflitto dal freeze. La prima versione PSP infine è così perché si tratta di un porting 1:1. Nella successiva, hanno riprogrammato la cosa e ora il BS è full real time.

  3. Mauro scrive:

    Ooooh…finalmente leggo una recensione che parli un pochino di come avvengono le battaglie…guardate odio tantissimi siti che scrivono solo che è un rpg e quindi io quando li considerano rpg penso a quelli con i combattimenti a turni (come final fantasy) che non mi piacciono proprio…troppo noiosi…volevo chiederti ma cè una versione di questo gioco che magari sia anche tradotta in italiano? Almeno sottotitolata? Mi piacerebbe provarlo ma se è solo in inglese credo che lascerò perdere dato che non ci capirei un cappero…ti ringrazio

    • Zio Name scrive:

      In italiano c’è la versione SNES (una traduzione basata sulla traduzione amatoriale dei DeJAP) e quella GBA che se hai fortuna puoi trovare a pochi spicci al Gamestop e credo anche online. Non sarà la migliore a livello tecnico, ma sevuoi giocarlo in italiano è sicuramente la più facile da reperire. Grazie per i complimenti =)

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