Recensione: Disgaea Afternoon of Darkness

Pubblicato: ottobre 6, 2011 in Recensioni
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Quando una persona nomina Nippon Ichi Software, un nome salta subito alla mente di tutti: Disgaea. Questa fortunata serie di jRPG tattici ha decretato il successo globale della Software House, al punto che la serie è già arrivata al quarto capitolo, vendendo moltissime copie. Oggi andremo ad osservare le origini della saga, analizzando il porting per PSP del titolo che ha dato origine a tutto: Disgaea: Afternoon of Darkness.

Voglio diventare il Sovrano degli Inferi!

La trama del gioco si presenta in maniera piuttosto semplice ed ironica. La diavoletta Etna risveglia il principe Laharl dal suo “sonnellino” di due anni, per avvisarlo che suo padre, il precedente Sovrano degli Inferi è deceduto ed il regno è caduto nel Caos a causa della lotta per il dominio sugli Inferi. Laharl non vuole minimamente che gli venga rubato il regno, e decide quindi di affrontare la concorrenza per poter reclamare il trono.

Quella che parte come una storia dalle premesse piuttosto banali, si evolve in un racconto completo, arricchito da molteplici sfaccettature di ogni tipo. Si parte dall’ironia più demenziale per arrivare a momenti di seria riflessione, malinconia e stupore. Il cast principale è perfettamente amalgamato ed offre personaggi di ogni tipo, con particolare enfasi sullo sviluppo caratteriale di Laharl ed alcuni dei suoi compagni. Come se non bastasse, il team è circondato da un buon numero di NPC che contribuiscono a rendere il mondo di gioco ancor più ricco e dettagliato.

La versione PSP, inoltre aggiunge una seconda Storyline, una sorta di “What If?” che il giocatore può sbloccare durante la prima partita (o con una sequenza di comandi mentre si trova nella schermata iniziale se ha fretta), che va ad approfondire ed espandere ulteriormente il mondo di gioco, rivelando interessanti retroscena.

Va fatta una particolare menzione per i dialoghi, sviluppati in maniera magistrale, senza sbavature e con le necessarie tipologie di registro in base alla scena ed agli argomenti.

Newbies, Power Players… Ce n’è per tutti.

Come accennato in apertura, Disgaea: Afternoon of Darkness è un jRPG tattico, ed in quanto tale presenta tutti gli elementi base del genere: combattimenti su griglia, Job System, unità da creare, equipaggiare e potenziare, un gran numero di statistiche, ecc…, ma aggiunge tutta una serie di interessanti elementi che stimoleranno la mente del giocatore a trovare le giuste strategie quando se ne presenterà l’occasione. Questi elementi sono rappresentati dall’inclusione dei Geo Panels e dalla meccanica Lift/Throw.

I primi sono dei pannelli che conferiscono vari bonus/malus al giocatore e/o ai nemici, e sono capaci di rendere mappe all’apparenza facili piuttosto ostiche. Starà al giocatore capire quando sarà necessario eliminare i Geo Panels oppure sfruttarli a suo vantaggio.

La seconda meccanica, ossia l’utilizzo dei comandi Lift/Throw, aggunge una nuova dimensione tattica al gameplay: Un Geo Panel dannoso è troppo distante per raggiungerlo a piedi, oppure per essere colpito con una mossa a distanza? Nessun problema. Sollevate una delle vostre unità dal suolo e lanciatela oltre le linee nemiche per permetterle di colpire l’obiettivo. Sfruttando quest’abilità come si deve, potrete creare delle vere e proprie catene di lanci, così da poter attraversare intere mappe in un turno.

E qui, bene o male si conclude il paragrafo che descrive la parte “battagliera” del Gameplay. Andiamo ora ad analizzare tutte le altre feature che il gioco offre.

Iniziamo con la Dark Assembly, una giuria a cui dovremo rivolgerci per ottenere varie “Leggi” che ci aiuteranno a proseguire nel corso della nostra partita. Parlando con un NPC potremo accedere all’assemblea, effettuare una proposta (ad esempio: Equipaggiamenti più potenti, nemici più forti, aree extra, ecc…) e, se avremo abbastanza influenza, questa verrà approvata. Ma, in caso la proposta venga respinta, potremo sempre provare a “convincere” la Giuria attraverso l’utilizzo della forza.

Un’altra feature è rappresentata dall’Item World. Tramite l’Item World, entreremo all’interno dei vari oggetti ed esplorandone i vari piani (generati casualmente ad ogni ingresso), sconfiggendo i nemici al loro interno, potenzieremo l’oggetto, aumentandolo di livello. In base alla rarità dell’oggetto, suddivisa in tre gradi, l’oggetto avrà un Level Cap differente: più raro sarà l’oggetto, più potente potrà diventare. All’interno dell’Item World sarà possibile trovare dei nemici particolari, chiamati “Specialists”. Questi nemici una volta sconfitti si piegheranno al nostro volere e potremo assegnarli ai vari oggetti per conferire loro vari bonus (aumenti alle statistiche, protezioni contro i vari elementi o status, aumento di esperienza/soldi ricevuti e così via).

Queste ultime due feature sono dedicate principalmente ai Power Players, perché attraverso un oculato utilizzo di ciò che offrono sarà possibile creare dei personaggi potentissimi, dalle statistiche assurdamente elevate. Tuttavia, chi vuole giocare in maniera “normale”, limitandosi alla trama e a poco altro è liberissimo di farlo, in quanto l’utilizzo dell’Item World e della maggior parte delle leggi della Dark Assembly è facoltativo, cosa che offre al giocatore un’elevata “scalabilità” del Gameplay in base al tipo di esperienza che il giocatore desidera.

Tuttavia, il gioco non è esente da difetti. Nel 99% delle mappe, l’obiettivo è sempre lo stesso, ossia far piazza pulita di tutti i nemici sulla mappa. Le proprietà strategiche dei Geo Panels vengono sfruttate come si deve pochissimo durante la Storyline, ed anche qui, in moltissimi casi, basta limitarsi a distruggerli per risolvere i problemi. L’ultimo principale problema si presenta tramite Laharl. Il nostro eroe, anche a parità di livello con le altre unità, sarà sempre molto più forte, al punto che spesso e volentieri basterà solamente lui per terminare moltissime mappe. Nonostante queste “macchie”, però il Gameplay si può considerare promosso con voti piuttosto alti.

Grafica per jRPG tattici 101

Graficamente, Disgaea: Afternoon of Darkness non si discosta molto dai canoni del genere. Mappe in 3D, personaggi in 2D. Entrabi i campi erano ben curati e definiti nella versione originale per PS2 e qualche ritocco ad hoc per la versione PSP non fa che rendere il gioco davvero piacevole alla vista. La cura per il comparto tecnico si nota ancor di più durante le varie animazioni delle varie skill a disposizione dei personaggi. Il tutto viene arricchito da fondali 2D durante le sequenze di trama, con i relativi dialoghi accompagnati da numerosi artwork che ritraggono i personaggi in numerose pose, differenti in base alle emozioni che provano.

L’unico neo è rappresentato dal riciclo degli sprite nemici, riproposti semplicemente tramite colorazioni differenti.

Musica infernale… Ma godibilissima!

Il comparto sonoro di Disgaea si difende benissimo sotto ogni aspetto. I numerosi brani che affiancano ciò che accade su schermo sono di pregevole fattura e si adattano benissimo alle emozioni che il gioco cerca di trasmettere. Quando vedremo un siparietto comico, sentiremo una musica allegra e sbarazzina, quando assisteremo ad una scena malinconica, un brano triste e melodico enfatizzerà il tutto, per concludere con dei brani adrenalinici quando dovremo menare le mani.

Tuttavia, la punta di diamante del comparto sonoro è sicuramente il doppiaggio in lingua inglese, davvero eccellente, senza nessun tipo di calo o voce mancata. L’unica cosa che potrebbe influire sul godimento del comparto sonoro sono i relativi gusti personali, perché a livello professionale non c’è nulla da accusare.

Un gioco infinito? Quasi

Esattamente come il Gameplay, anche la longevità del titolo si adatta alle esigenze del giocatore. Vuoi assistere solo alla Storyline? Metti in conto circa 35, al massimo 40 ore (Inclusa la Etna Mode). Vuoi completare tutto il completabile, ottenendo tutti gli oggetti più potente, potenziarli al massimo, e trasformare i tuoi personaggi in macchine infernali e immortali? Arriverai tranquillamente sulle 200 ore se non di più.

Bisogna infine considerare l’elevato replay value offerto dal gioco, perché con 10 finali disponibili (8 nella trama principale e 2 nella Etna Mode), ci sono più giri da fare, aggiungendo ulteriori ore al playtime già raggiunto.

Un pelino acerbo, ma davvero promettente

Disgaea: Afternoon of Darkness è un prodotto piuttosto valido. Subisce il peso di alcuni nei, che rendono alcuni aspetti del gioco un pelino acerbi, ma rimane comunque un ottimo inizio per una delle saghe più innovative ed interessanti degli ultimi anni. Consigliato a tutti, anche se oggi potrebbe essere difficile da reperire, in qual caso consiglio l’acquisto della versione PSP, che sistema alcuni lievi difetti e offre contenuti extra.

TRAMA: 9

GAMEPLAY: 8.5

GRAFICA: 9

SONORO: 9

LONGEVITA’: 9.5

VOTO COMPLESSIVO: 9

Pro:

Trama interessante

-Finali multipli

-Ottimo Cast

-Gameplay profondo…

-Sonoro di ottimo livello

-Ottima longevità

-Animazioni skippabili

Contro:

-…Che però non viene sfruttato abbastanza

-Alcuni elementi dal profondo valore strategico sono sfruttati poco

-Squilibrio tra le classi

Nerdamente Vostro,

Zio Name

commenti
  1. Gatling scrive:

    Gli unici nei sono rappresentati dal riciclo degli sprite nemici, riproposti semplicemente tramite colorazioni differenti e dall’impossibilità di skippare le animazioni delle mosse

    PRO:
    Animazioni skippabili

    /perplessità

    Per il resto.. bon ,non ho ancora esplorato in lungo e in largo Disgaea, ma per quel che ho visto mi trovo d’accordo col vecchio name.

  2. Lv scrive:

    D’accordo sul fatto che il gameplay ha buone potenzialità ma che risultano poi sottosfruttate, in tal senso ritengo giusto dare più meriti alla narrazione che al gameplay, anche se mezzo voto per ciò che ho visto io giocandolo è poco

    Manca la citazione alle catene di contrattacchi ma, come ci è già capitato di discutere, è un elemento di incognita problematico solo rispetto al mio tipo di approccio avendo cercato tatticismo diretto con un party sottosviluppato nei livelli e nell’equip, mentre questo è un gioco che punta molto sullo sviluppo

    Aggiungerei infine la questione dell’esperienza legata alle uccisioni che ritengo un aspetto fastidioso… specialmente per quanto riguarda i Pg di supporto che finiscono con l’essere una palla al piede

  3. Zio Name scrive:

    No beh, Level. Il secondo giro l’ho fatto totalmente in Solo con un Cleric, armato di Spada.

    • Lv scrive:

      come ? @_@

      a livello 2000 ?😀

      • Zio Name scrive:

        No, era a livello 9 quando ho iniziato il secondo giro. Gli ho fatto indossare l’equip di Lahrl, che conteneva Statisticians e Armsmaster. Anche se avevo passato un paio di Stronger Enemies, nelle prime mappe i mob sono deboli e tenendo l’equip di Laharl, subiva sempre 0 danni e/o i nemici mancavano. Con il boost assurdo che prendeva dalle statistiche (di parlo di roba come 1,500 di attacco e gli altri parametri attorno al 650-700) dell’equip, ovviamente asfaltava tutto. Sono arrivato a fine gioco che stava a livello 100-110, praticamente “Speedrunnando” attraverso la trama.

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