Recensione: Tales of Legendia

Pubblicato: febbraio 19, 2012 in Recensioni
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Tales of Legendia è il 7° capitolo dell’omonima saga, uscito per PS2 nel 2005 sul territorio giapponese e nel 2006 nella terra del dollaro. È il primo episodio della saga a non essere sviluppato direttamente dal Namco Tales Studio, che in quel periodo stava già lavorando al capitolo successivo, Tales of the Abyss, già esaminato in queste pagine, ma direttamente da Namco, per la precisione dal Team “Project MelFes”. Andiamo ad esaminare ogni componente del titolo per scoprire se l’assenza del Team principale ha influito sulla qualità del gioco oppure no.

Due storie in uno.

La trama di ToL si presenta attraverso due storyline distinte, ma al contempo collegate da vari particolari. Senza scendere troppo nei dettagli, l’incipit vede Senel Coolidge, il protagonista del capitolo, assieme alla sorella Shirley, in preda ad una tempesta. I due, dopo aver perso i sensi, si ritroveranno sulla Legacy, un’enorme “Nave-Continente”, dove inizierà la loro avventura. La prima parte della trama segue bene o male le classiche premesse del genere che culminano con il classico salvataggio del mondo, ma riesce ad eseguire questo compito in maniera eccellente, grazie ad un ritmo ben studiato, a numerosi colpi di scena ben piazzati e ad un cast particolarmente assortito e curato. Cast che viene ulteriormente approfondito durante la seconda parte del gioco, in quella che è conosciuta come l’insieme delle “Character Quests”, una serie di capitoli focalizzati sui singoli membri del gruppo, uniti assieme da una sottile linea che porterà al finale del gioco, dove tutti i dubbi venutisi a creare durante la prima e la seconda parte, saranno risolti.

La scelta di optare per questo particolare stile narrativo potrebbe non piacere a tutti, ma riesce nell’intento di creare comunque un universo completo sotto ogni aspetto.

Classic Tales Stuff…

ToL è, nel bene e nel male un Tales senza troppi fronzoli. Presenta tutte le classiche feature della serie. Il LMBS, un vasto mondo da esplorare, Artes (Qui chamate Eres) da apprendere, combinare e fondere, Skit, la cucina (qui troveremo tutta una serie di cibi collegati al pane a differenza del resto della saga, dove il menu offriva di tutto e di più), side-quest, possibilità di creare equipaggiamenti, ecc… Chi è familiare con i capitoli della saga che offrono un LMBS 2D può saltare direttamente il prossimo paragrafo, destinato a chi non ne ha mai sentito parlare prima.

Il Linear Motion Battle System (da qui la sigla LMBS) è un battle system puramente action, situato su un piano bidimensionale, dove i nostri personaggi si sposteranno e combatteranno. Al giocatore è affidato il totale controllo di uno dei personaggi presenti in battaglia e starà a lui imparare a conoscerlo ed utilizzarlo al meglio. Oltre alla possibilità di spostarsi liberamente sul campo ed utilizzare dei normali attacchi fisici, questo particolare Battle System offre al giocatore una marea di mosse da utilizzare durante gli scontri per eliminare i nemici. Mosse che potremo assegnare a delle semplici combinazioni di tasti per essere utilizzate all’istante e che potremo combinare assieme alle mosse degli altri personaggi per effettuare delle combo che ci permetteranno di far piazza pulita anche dei nemici più resistenti. I restanti membri del team saranno controllati dall’intelligenza artificiale del gioco, strumento piuttosto valido che permette un buon livello di personalizzazione delle strategie da far seguire ai nostri compagni. Al termine delle battaglie, come in ogni Tales che si rispetti, otterremo punti esperienza, soldi, oggetti e Grade.

Il resto, come accennato poco sopra, è sempre classica roba Tales, quindi basta che ne abbiate giocato uno per essere subito a casa, ma qualche lieve differenza. Partiamo dall’apprendimento delle mosse a disposizione dei personaggi. Mentre le skill fisiche (Chiamate Iron Eres) vengono apprese in maniera classica, ossia salendo di livello si apprende un Eres Base e utilizzandolo un determinato numero di volte si sblocca il successivo, per le skill magiche (Crystal Eres) è necessario non solo essere ad un livello adeguato, ma ottenere dei drop dai mostri, chiamati Eres Stones. Questa particolare scelta può comportare periodi più o meno lunghi di farming per apprendere determinate magie.

L’altra modifica principale riguarda l’esplorazione. Mentre negli altri titoli la presenza di puzzle ambientali abbonda, in Legendia gli sviluppatori hanno scelto di sviluppare delle zone apposite chiamate Puzzle Booth, con dei puzzle da risolvere per proseguire nel dungeon. Dungeon piuttosto articolati e pieni di anfratti e tesori nascosti, come da tradizione. L’unico difetto è che durante lo svolgimento della trama saremo costretti a rivisitarli ed il backtracking potrebbe non piacere a tutti, nonostante vengano cambiati i nemici e riempiti nuovamente i forzieri con oggetti differenti.

Concludo il paragrafo relativo al gameplay con una nota sulla difficoltà e sull’encounter rate. La difficoltà del gioco è generalmente medio-bassa, con qualche punta particolarmente elevata che arriva in maniera brusca quando il giocatore meno se l’aspetta. Infine l’encounter rate potrebbe risultare particolarmente alto a giocatori abituati a scontri non casuali o scontri casuali piuttosto scarsi.

La nave delle meraviglie

Graficamente, seppur non ai livelli di Tales of the Abyss, Legendia si difende bene. Il gioco presenta stupende, coloratissime ambientazioni pre-renderizzate con modelli poligonali di personaggi ed NPC. Le animazioni dei personaggi sulla mappa sono piuttosto elementari e semplici, ma riescono a rispecchiare tranquillamente ciò che viene narrato dai dialoghi. Durante gli scontri invece le animazioni sono di buona qualità, fluide e accattivanti, al punto da spingervi a provare almeno una volta ogni singola mossa solamente per vedere il relativo effetto speciale. Effetti speciali che però non brillano molto per quanto concerne le magie, che rispetto ad altri titoli (anche alcuni capitoli 2D) non ho trovato particolarmente ispirate. Il tutto è condito da artwork che accompagnano i dialoghi principali e le skit e da sequenze animate di ottima fattura.

Oh Motoi, dove sei, Motoi?

Ad occuparsi della colonna sonora di ToL troviamo nientepopodimenoche… Go Shiina, il che alzerebbe le aspettative per qualsiasi persona che abbia mai ascoltato un qualsiasi suo lavoro sui videogames. Ebbene… Il suo lavoro sulla OST di Legendia non soddisfa le aspettative, vuoi perché gli stessi brani vengono ripetuti più e più volte, vuoi perché a volte il brano non si sposa bene con l’ambientazione, vuoi perché quei 4-5 brani meritevoli (tra cui i vari Battle Theme) non salvano la baracca. Ottimo invece il lavoro sul fronte del doppiaggio, davvero di ottima qualità e fattura. Peccato che si siano dimenticati di doppiare quasi tutta la seconda metà del gioco, elemento che fa sicuramente perdere epicità a numerose scene e molti degli avvenimenti a cui assisteremo.

Long Story… Long.

Il monte ore che il gioco è in grado di offrire è impressionante. Spulciando in giro i tempi medi per una partita “from start to finish”, troviamo spesso citate 50 ore. Nel mio caso, il totale è salito a 61, perché mi sono spesso fermato ad esplorare con calma tutte le location, a completare tutte le side-quest, a collezionare tutte le Eres Stone. Ne possiamo quindi dedurre che questo videogame ci terrà incollati a lungo sullo schermo, e non sto nemmeno tenendo conto della rigiocabilità dei titoli della saga, che grazie al Grade Shop ci permetterà di affrontare nuovamente l’avventura con una serie di bonus a nostra scelta.

Non sarà una Leggenda, ma rimane comunque un buon titolo

Nonostante il nome ingannevole, Tales of Legendia non è uno di quei titoli che entreranno nell’olimpo videoludico della PS2. Nonostante il titolo presenti vari elementi positivi, deteminate mancanze nel comparto sonoro e di alcune scelte di gameplay che potrebbero non piacere a tutti impediscono a questo titolo di distinguersi non solo dagli altri titoli della saga (dove rientra senza problemi tra i titoli di medio-alto livello), ma anche nell’intero panorama degli jRPG su PS2.

TRAMA: 8.5
GAMEPLAY: 8
GRAFICA: 7
SONORO: 6
LONGEVITA’: 8

VOTO COMPLESSIVO: 8

PRO:
-Trama e cast di alto livello
-LMBS sempre divertente
-Longevo

-Ottimo comparto grafico

 

CONTRO:
-Il comparto sonoro lascia a desiderare
-Non riesce ad emergere con una propria identità
-Il farming delle Eres Stones potrebbe pesare

That’s all, folks!

Nerdamente Vostro,

Zio Name

P.S.: Prossimamente su queste pagine: Mana Khemia 1 e 2, Disgaea 2 Dark Hero Days, Final Fantasy Gaiden.

P.P.S: Non per forza di cose in quell’ordine.

commenti
  1. GoldenSunRM scrive:

    Il sonoro tra i contro non se po’ vedere Name.

  2. flashwade scrive:

    Bof, sembra il solito titolo valido di una saga di cui non m’è mai importato nulla; prima o poi potrei darci un’occhiata.

  3. PukkaNaraku scrive:

    …8 a questo e quekl votaccio (ora non ricordo) ad Abyss…questo la dice lunga sulla tua obiettività e sui tuoi gusti!😄

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