Recensione: Final Fantasy The Four Heroes of Light

Pubblicato: marzo 5, 2012 in Recensioni
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Che ne dite, basta Tales per un po’, no? In fondo, ho scritto recensioni per due Tales di fila. Oggi torno al classico, mi butto totalmente sull’old school andando a recensire quel piccolo grande omaggio al “vecchiume” noto come FF Gaiden, o per noi poveri cristi occidentali, Final Fantasy: The Four Heroes of Light.

 

Old School Story 101

Diciamolo subito chiaro e tondo. La trama di questo gioco è un semplice pretesto per farci trotterellare qui e la nel mondo di gioco tra una quest e l’altra: Il tutto parte dal regno di Horne, dove Brandt, il protagonista è diventato un adulto e deve far visita al Re, il quale lo incarica di andare a salvare sua figlia Aire, rapita dalla Strega del Nord. Da qui si sviluppa tutta una serie di eventi più o meno collegati ma comunque molto basilari, fino al gran finale. Non aspettatevi pathos, non aspettatevi chara development ai livelli di un FFIX, non aspettatevi scene particolarmente epiche. Tuttavia questa ricetta probabilmente fin troppo classica funziona e fa il suo sporco lavoro, risultando godibile. Un plauso va fatto ai dialoghi, che nella loro semplicità risultano ben scritti.

 

 

Old… But Gold.

Esattamente come la trama, pure il gameplay affonda le proprie radici nelle origini del genere, a partire dal classico schema Città -> World Map -> Dungeon, passando per taaanti incontri casuali, una difficoltà medio-alta, inventario limitato ed un Job System senza troppi fronzoli, una via di mezzo tra quello di FFIII e quello di FFV. Tuttavia, ci sono alcune differenze che vanno sottolineate e che riescono a “svecchiare” (almeno nel concept) il gioco.

Partiamo da dove abbiamo concluso la penultima frase, relativa al Job System. Sarà possibile cambiare Job (qui chiamati “Crowns”) ai personaggi e far apprendere loro varie abilità tramite l’applicazione di varie gemme sulle corone stesse, in maniera da sbloccare l’abilità successiva, un po’ come si faceva in FFV con gli AP. Ma non sarà possibile combinare Job e Abilità tra di loro, ma solamente decidere quale, tra le abilità apprese, equipaggiare per poterla utilizzare in battaglia. Ogni Job ha le sue particolarità ed una sua utilità, ed in base alla situazione dovremmo capire quale Job utilizzare, magari rinunciando ad un attaccante Melee in favore di un personaggio di supporto, oppure rinunciare al curatore in favore di un “semplice” utilizzatore di oggetti. I problemi principali che affliggono il Job System sono due: l’onnipresente squilibrio tra i vari Job (c’era in FFIII, c’era in FFV, c’era in FFT e c’è in FFXII International), elevato al punto che una volta trovata la combinazione “perfetta” non ci si schioda più da quei Job ed una mancata separazione tra le “capacità” dei Job stessi, in quanto non sono state implementate delle “barriere” per le capacità dei Job. Nulla mi impedirà di caricare un Paladin di Magie Nere o di equipaggiare pesantemente un Black Mage con tanto di Spada, Scudo, Elmo ed Armatura Pesante. Certo, non saranno efficaci come la giusta controparte, ma è palese come questo possa portare a non sfruttare appieno i Job con le loro capacità.

 

 

Restando sul tema “equipaggiamenti”, sarà possibile (sempre spendendo Gemme), potenziare gli equipaggiamenti fino ad un ipotetico massimo di 99 volte.

Gemme che si ottengono in battaglia e possono richiedere parecchio tempo per essere raccolte, in particolar modo le più rare. E considerando che non solo servono a potenziare Job ed equipaggiamenti, ma sono anche l’unico modo di fare velocemente denaro, beh, è facile capire come si spenderà parecchio tempo ad affrontare battaglie casuali per farmare gemme.

E proprio le battaglie ci portano ad affrontare l’ultima spruzzata di modernità inserita nel titolo. L’auto targeting. I personaggi, guidati dalla AI, decideranno in maniera automatica chi attaccare in base all’azione effettuata o all’equipaggiamento, così decideranno chi sostenere in fase difensiva. Mentre sul lato offensivo il gioco svolge un ottimo lavoro (nel 95% dei casi fa quello che faremmo noi), in fase difensiva non è stato calibrato al meglio e potrebbe causare qualche “problema” che potrebbe portare al Game Over se non si è preparati.

Infine, per facilitare e rendere meno pesanti le sessioni di grinding e farming, è stata inserita la possibilità di lasciare gli scontri in mano alla modalità automatica, che ripeterà la serie di comandi da noi decisi fino alla sua disattivazione.

Concludendo l’analisi del gameplay, possiamo affermare di trovarci davanti ad un classico jRPG old school che strizza parecchio l’occhio ai primi capitoli della saga (ed anche a Dragon Quest), arricchito da alcune feature “svecchianti” ma mal calibrate che possono andare ad intaccare il godimento dell’esperienza complessiva nei giocatori con meno pazienza e/o tempo da spendere.

 

The Style is strong with this one

FF Gaiden è un piccolo miracolo visivo. Lo stile grafico del gioco sprizza originalità da tutti i pori, con un design che mescola sapientemente tecniche old school con un cel shading piuttosto particolare e “pastelloso”, offrendo un risultato stupendo. Ma i programmatori non si sono fermati qui, perché ogni modifica sui personaggi sarà riflessa nel loro modello poligonale, a partire dalle Corone che identificano i Job (ridisegnati tutti per l’occasione, per esempio, il caro vecchio Mago Nero adesso indosserà una Tuba e non un Cappello a Punta), e finendo con tutti gli equipaggiamenti: armi, armature, accessori, scudi, ecc… Particolare cura è stata anche posta nel design dei mostri, anche in questo caso differenti dai canoni della serie e reinventati da zero. L’unico problema che affligge questo comparto e la scarsità di mostri in generale ed il riutilizzo sparso qui e la degli stessi modelli. Gradevolissimi gli effetti delle battaglie, differenti in base a Job ed abilità utilizzate.

 

 

Chiptunes Done Right

Anche analizzando il comparto sonoro ci troviamo davanti ad un piacevolissimo tributo. La OST urla “CHIPTUNEEEEEEES” senza vergogna, con la sola differenza che invece che avere dei “Bip-Bop-Blip” NES Style, abbiamo dei “Bip-Bop-Blip” DS Style, che sfruttano in maniera intelligente le capacità sonore del Nintendo DS, offrendo un feeling retro, ma senza risultare “tecnicamente vecchi”. I brani che accompagnano il gioco sono azzeccati e ben accoppiati a ciò che succede a schermo. Gli effetti sonori invece sono nella media della serie, non brillano ne si nascondono. Vien da se che trattandosi di un omaggio al “vecchiume” sia assente qualsiasi forma di doppiaggio.

 

Spending a lot of time… In a small World

Final Fantasy Gaiden è un gioco discretamente lungo. La sola avventura principale richiede dalle 30 alle 35 ore escludendo qualsiasi sorta di quest opzionale (non che ce ne siano molte, ma portan via parecchio tempo) o di potenziamento extra dei Job o del livello. Tuttavia, gran parte del tempo si spende a farmare gemme per riuscire ad avere le abilità che servono per proseguire nell’avventura, rendendo il tutto “pesante” (come detto sopra, dipende dal tempo che chi gioca può dedicare al suo hobby) e lento. Un ulteriore elemento che penalizza la longevità del gioco è il mondo di gioco, piuttosto piccolo e con numerose sequenze di backtracking, difatti, in quasi tutta la seconda metà del gioco non si fa altro che rivisitare location già viste o quasi.

 

 

Only for Old School Gamers

Giunti alla fine di questa recensione, la mia intenzione è quella di promuovere il gioco, ma di consigliarlo solo a chi è abituato ai “giochi di una volta” o ai nostalgici e sconsigliarlo ai novizi o a chi è abituato agli jRPG moderni. Questo perché, nonostante ci sia qualche abbozzo di svecchiamento della formula, FF Gaiden rimane in tutto e per tutto un jRPG Old School, e come tale, o si ama o si odia.

TRAMA: 7
GAMEPLAY: 8
GRAFICA: 8.5
SONORO: 9
LONGEVITA’: 7

VOTO COMPLESSIVO: 7.5

Pro:

-Gameplay che nonostante l’età funziona ancora

-Graficamente Sublime

-Sonoro da Oscar o quasi

-È un omaggio alla Old School…

 

Contro:

-…Ed in quanto tale non digeribile da tutti

-Richiede parecchio farming/grinding

-Backtracking eccessivo

 

Nerdamente Vostro,

Zio Name

commenti
  1. Lv scrive:

    Ma Name… sono più fuori del solito o hai scritto la recensione in due colori diversi ?o_O

    anyway… grazie della recensione, tra tutto m’hai confermato che probabilmente è meglio che continuo a starne a debita distanza ._.

    • Zio Name scrive:

      È uno strano bug di WordPress che capita di tanto in tanto quando faccio copy&paste da un .doc o un .txt, non c’è granché che posso fare per fixarlo. Ho provato anche a selezionare le parti più chiare e poi cambiare colore del testo, ma non cambia.

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