Archivio per la categoria ‘Videogames’

It’s coming…

Pubblicato: novembre 15, 2012 in Videogames
Tag:, ,

It’s coming…

Qualche giorno fa, leggendo una recensione di Xenoblade che era piuttosto “fuori dal coro”, per la precisione quella di videogame.it, ho iniziato a riflettere, perché quella riflessione è stato un forte stimolo al riguardo. Premetto che quanto scriverò è puramente un punto di vista, anche perché, seppur ho giocato un gran numero di jRPG, sono praticamente rimasto all’oscuro della generazione attuale, se non per un paio di “occhiate” con The Last Remnant (in gioco adesso) e Eternal Sonata (a scrocco, versione 360) per quanto concerne le home console, mentre le due portatili della ormai “passata” generazione (PSP e DS) le ho praticamente spolpate, giocando di tutto e di più.

 

Un po’ di storia

Torniamo indietro nel tempo, per la precisione a quando il genere stava diventando un genere di “massa” in Giappone. Ovviamente mi riferisco all’ascesa di Dragon Quest e Final Fantasy. Se andiamo a vedere il jRPG medio di quel periodo, ci troviamo davanti a dei prodotti compatti, lineari e generalmente privi di attività secondarie, se non per un paio di sparute quest, generalmente legate alla trama ed al mondo di gioco. Prendendo due esempi “estremi”, abbiamo Dragon Quest I & II, totalmente privi di side quest, oppure gli Ys, che altro non sono che una “linea retta” dall’inizio alla fine, che segue, per citare il recensore di videogame.it, i bisogni dei protagonisti. Andando avanti nel tempo, troviamo una sempre maggior incidenza delle side quest, più o meno necessarie e più o meno invasive, fino ad arrivare a dei casi “estremi” come Dragon Quest IX, Xenoblade (leggendo sia quella recensione che i pareri di varie persone su altri forum, la mole di side quest è impressionante) ed anche The Last Remnant.

 

La situazione attuale

Penso che oggi come oggi si possa dire senza troppi problemi che molti jRPG vengono infarciti di quest su quest per coprire delle carenze nel succo del gioco in se, che ricordo essere quello di raccontare una storia negli jRPG. Abbiamo assistito ad una crescita nelle tipologie di quest: fetch quest, kill [random number] monsters quest, secret boss quest, talking quest, ecc… molte delle quali prive di attinenza con la storia, il mondo di gioco e così via, ma inserite puramente come “riempitivo”, per allungare il brodo. Ormai, almeno stando al mio “bagaglio culturale”, gli jRPG story driven, con quest attinenti alla trama e/o ai personaggi li conto sulla punta delle dita. In tutti gli altri casi non sono altro che un modo per mascherare del grinding o infilare dei personaggi extra che non hanno influenza minima sulla trama (esempio: i Leader Unici di The Last Remnant, che sono si più potenti delle unità random standard, ma prenderli o non prenderli non ha la minima influenza nel grande ingranaggio della trama).

 

Il mio punto di vista

Devo essere sincero, a me ogni tanto piace mettermi li, staccare il cervello e stare a fare quest su quest “così per”, in un certo senso. Tuttavia, una cosa che non sopporto è il modo in cui spesso le quest sono inserite nel contesto. Quest con un “time limit” senza senso, quest che cozzano con il bisogno dei personaggi e della trama, il classico “calderone” di quest da fine gioco, del tipo “Ehi, la Meteora invocata da Sephiroth sta per schiantarsi sul pianeta, ma fregatene, prenditi pure del tempo per sclerare dietro al breeding dei chocobo, spendere vagonate di Gil al Gold Saucer per ottenere oggetti che nel 90% dei casi non ti serviranno ma chissene, visitare dungeon MAI nominati in tutto il gioco, farti fare il culo dai due superboss e così via”.

Un OTTIMO metodo di infilare delle Side Quest (sia attinenti alla trama, sia al setting), l’ho trovato in Mana Khemia, ed è dovuto alla sua struttura a periodi, offrendo dei periodi dove potersi dedicare a cose extra senza che questo influisca sulla trama o sui bisogni dei personaggi, anche perché rispecchia un po’ la realtà. Faccio un esempio per spiegarmi: da piccolo, quando andavo a scuola (elementari e medie), tendevo a preavanzarmi sempre, così da aver maggior tempo libero per fare quello che volevo. Mana Khemia sfrutta un concetto simile: se ti comporti come devi, soddisfando prima i bisogni narrativi, ti premiamo con del tempo libero che puoi sfruttare come preferisci: vuoi cercare dei lavoretti per qualche soldo in più? Puoi farlo. Vuoi andare a farmare ingredienti? Puoi. Vuoi spendere tempo a sperimentare con l’alchimia? Idem. Vuoi uscire con i tuoi amici? Puoi. Vuoi dormire per far passare il tempo e continuare la trama? Puoi.
Ci sono anche i casi in cui la trama è costruita sulle quest, ma generalmente si tratta di una categoria specifica di jRPG, quella dei dungeon crawler come Etrian Odyssey (il primo esempio che m’è venuto in mente) dove le quest principali portano avanti il canovaccio narrativo o altri casi dove le quest portano avanti la trama (Trails in the Sky) ed in quel caso non ho nulla da ridire.

Ciò che sto cercando di dire è questo: è bello offrire al giocatore libertà e tante cose da fare, ma tutto questo dev’essere fatto in maniera intelligente, specialmente se si tratta di un jRPG Story Driven, dove le quest devono essere inserite quando la narrazione lo permette, non quando capita. Riprendendo l’esempio di prima con FFVII, “sospendere” l’arrivo di una meteora per permettere al giocatore di fare quello che vuole è semplicemente assurdo. Farlo invece quando c’è una pausa narrativa, come ad esempio un “Dobbiamo fermarci in questo villaggio per qualche giorno, in attesa che arrivi l’emissario dal regno XY, spendi il tempo come preferisci” è un momento già più adatto per infilare delle quest, purché siano relative a quella zona ed a quel frangente narrativo e non qualcosa del tipo “Adesso che sei arrivato al villaggio P, puoi tornare al villaggio A per fare una fetch quest”.
Abbiamo infine il classico “post game”, dove generalmente ci si trova ad affrontare qualche super boss “delle leggende” che rispunta totalmente a caso, magari in un dungeon che spunta pure totalmente a caso. Generalmente sono un fan del post game solo in certi casi, ossia quando offre contenuti attinenti alla trama. Un esempio è quello di The World Ends With You, che offre un post game relativo alla trama con la possibilità di raccogliere dei Report che vanno ad approfondire ulteriormente la trama o quello del primo Disgaea, che senza ombra di dubbio è una grindfest di proporzioni “epiche”, ma soddisfa comunque perché offre una side story che riesce ad incastrarsi con la trama ed anche una quantità notevole di cameo provenienti da altri giochi NIS, ma che riescono ad incastrarsi comunque con il mondo di gioco.

 

Il futuro?

Non so cosa ci rivelerà il futuro. In un mondo ideale, gli sviluppatori riusciranno a trovare un equilibrio tra le necessità narrative e la necessità personale di “avercelo più grosso” proponendo il gioco più “ricco” del momento. Ma ho seri dubbi che possa succedere. Continueremo a trovarci con le due categorie di base più degli ibridi, con la bilancia che pende verso il “quest-penis”. Personalmente, mi ritengo fortunato, perché per ora ho ancora talmente tanti di quei retrojRPG da giocare che non dovrò affrontare il problema per un bel po’. Ma la domanda che mi frulla in testa è: la vostra idea/posizione al riguardo?

 

Nerdamente Vostro,

Zio Name

Ed eccomi qui con il primo “esperimento” per quanto concerne il nuovo metodo recensitivo (esisterà? who cares, si capisce che intendo). Il gioco che andrò a recensire è Devil Survivor 2.

More (and less) of the same…

C’è un detto che dice “Se non è rotto, non aggiustarlo”. Evidentemente, ad Atlus questo detto è sconosciuto, perché dopo la buonissima esperienza narrativa avuta con il primo Devil Survivor, mi sono ritrovato tra le mani un sequel che si slega totalmente per quanto concerne trama e personaggi, ma si slega dal setting più “classico” (AKA: Dio versus Satana), in favore di qualcosa di molto più “Personiano”, sotto certi punti di vista. L’incipit della trama, long story short è questo: In una giornata qualunque, il Giappone si ritrova sommerso in un mare di merda (metaforicamente parlando) ed il protagnista (assieme al suo amico scassacazzi che avrei ucciso dopo 5 minuti), si trova per l’appunto in mezzo a questo mare di merda, e si troverà a dover sopravvivere. Il tutto ovviamente è riassunto in maniera molto semplice e senza spoiler. Devo dire che bene o male, la trama principale scorre relativamente tranquilla senza colpi di scena particolarmente “WTF” o da Oscar, e si può dire che sia cosa buona, se non fosse che il cast sia praticamente insulso. Di tutto il cast (che risulta comunque variegato presentando vari archetipi presi direttamente da jRPG 101) salvo 4 (anche se due si sputtanano brutalmente nella fase finale) personaggi, che si sono rivelati interessanti.

Tutto il Cast si può approfondire tramite dialoghi opzionali che funzionano più o meno come i Social Link di Persona 3 e 4. Il risultato è qualcosa di “misto”. Da un lato abbiamo dei “SL” che mostrano fette di Slice of Life totalmente inutili, dall’altro abbiamo dei “SL” che approfondiscono e si intrecciano la trama, sviluppando bene i personaggi. Dei bonus relativ al gameplay parlerò nell’apposita sezione.

Finali… Beh… Inferiori a quelli del primo capitolo, non solo per la loro esecuzione, ma anche per la loro “differenza” rispetto all’essere dei canonici finali “Law/Neutral/Chaos” come lo erano nel primo. Almeno quelli del primo lasciavano più spazio all’immaginazione del giocatore ed offrivano un maggior senso di soddisfazione.

In conclusione, trama accettabile, ma nulla di eccezionale, manca quel qualcosa che riesca a far dire al giocatore “Fa parte dell’universo MegaTen”, cast da buttare quasi in toto.

Tanti alti, pochi bassi

Fortunatamente, sul lato gameplay non c’è quasi nulla da criticare. tutto quello che era presente nel primo episodio è presente nel sequel, più qualche comoda aggiunta. Partiamo subito dalla novità principale, l’influenza del Fate System sul gameplay. Man mano che si sviluppano i livello del Fate System con i vari membri del cast, questi acquisiscono vari bonus. Si parte da “semplici” resistenze elementali, passando per la possibilità di crackare le skill avversarie in “co-op”, per finire su demoni esclusivi (AKA: sblocchi la possibilità di fonderli) e sulla possibilità di scambiarsi i demoni in real-time durante gli scontri. Inoltre è stato migliorato il sistema di fusione dei demoni, con la possibilità di aggiungere degli “Add-on” per ottenere ulteriori bonus (probabilmente una “pezza” per riparare alla malsana idea di non poter fondere i Mitama durante la prima partita, ma whatever) per il demone risultante. Il tutto funziona più o meno bene (complice l’aggiunta di nuovi demoni e di nuove skill) se non fosse che…

La difficoltà del gioco è più bassa rispetto a quella del predecessore (con alcuni lievi picchi qui e la) e l’aggiunta del Compendium non fa che facilitare la vita, visto che mi basta ricomprare un demone già in mio possesso (escludendo gli Unique), nel caso sia riuscito a creare una fusione “perfetta”.

Concludendo pure questa analisi… Gameplay migliorato a livello generale, penalizzato lievemente da alcune scelte di design.

Change the skin, the color set and DeSu 2 is ready

Well… Graficamente non c’è molto da dire, il gioco è praticamente un re-skin del primo capitolo, nulla di più, nulla di meno. Il chara design, piacevole nel primo, specialmente quello di alcuni personaggi come Amane, Gin, Haru e Naoya, è lievemente inferiore, personalmente salvo solo Hinako e Fumi. Le animazioni sono identiche, la schermata di battaglia pure… Cambia la colorazione dei  menu e della UI, che da un predominante rosso nel primo, passa ad un predominante “blu-azzurrino” nel secondo.

That’s it, senza infamia e senza lode.

Error 404: Music “not found”

A livello sonoro, DeSu 2 fa passi indietro rispetto al predecessore. La OST del primo capitolo rendeva molto di più l’atmosfera apocalittica del gioco, mentre quella del sequel, vuoi per il cambio di stile, vuoi perché avevano esaurito le idee, vuoi perché boh… Manca di “potenza”. Salvo 2-3 brani in particolare, ma il resto è come la grafica: ne arte, ne parte.

When 8 days last 20 hours.

DeSu 2… È corto. Più corto del predecessore. Per tutta una serie di motivi, principalmente: costringe a molto meno grinding, è possibile impostare la velocità delle animazioni, le battaglie sono molto più rapide e la storia è più corta. O perlomeno questa è l’impressione che il gioco mi offre se lo paragono al primo DeSu. Devo ammettere che probabilmente ha influito anche l’esperienza accumulata nel capitolo precedente, ma vedo che la media generale che spunta in giro per quanto concerne la longevità va da un minimo di 15 ore ad un massimo di 20, 22 ore. A me è durato 20 ore tonde tonde (ok, qualche minuto di meno), spendendo tempo sul Fate System e ad affrontare battaglie extra per crackare eventuali skill interessanti. Il gioco offre fnali multipli e vari bonus da NG+ per incentivare alla longevità, ma personalmente non m’interessano granché, anche perché non so se considerare la longevità bassa o alta.

Un passo indietro, uno avanti, ti fermi, un altro indietro e ti fermi.

Riassumendo il tutto, ho trovato DeSu 2 un titolo con una trama “piacevole” ma con i suoi difetti, un gameplay soddisfacente, sebbene con qualche lievissimo difetto, un comparto tecnico gradevole alla vista ma che non eccelle ne sprofonda, un comparto sonoro debole ed una longevità “boh”. Paragonandolo al predecessore risulta inferiore se considero l’esperienza complessiva, preso come gioco a se stante diventa un titolo gradevole, ma che personalmente non consiglierei ad altre persone se non in caso di “necessità” (AKA: non mi rimane altro da giocare).

Nerdamente Vostro,

Zio Name

Oggi posto per parlare di un po’ di novità in arrivo.

Partiamo dalla prima, le recensioni. Per le prossime 2-3 recensioni proverò a sperimentare con uno stile differente, per renderle più “mie”, e probabilmente più particolareggiate, lunghe, ricche di paragoni e confronti con titoli di stampo simile e molto probabilmente prive di voti. Vedrò cosa ne uscirà e se mi riterrò soddisfatto (ma scrivendo per dei lettori è giusto che siate soddisfatti anche voi, no?), continuerò con questo nuovo stile, altrimenti, tornerò a quello classico.

La seconda, ovviamente riguarda le let’s play (sul serio, questa volta). Innanzitutto, ho deciso come strutturarle. Registrazione del video e del parlato separate, poi montate insieme. Questo per evitare principalmente un problema, le bestemmie. Per quanto a me interessi relativamente poco se bestemmio o meno, non nego che me ne scappino spesso, e potrebbero infastidire chi guarda. Inoltre, un montaggio separato mi permetterà di strutturare meglio i discorsi e tutto il resto, evitando così fasi “vuote” e/o frasi insensate durante i video. Man mano che giocherò, segnerò appunti e note varie da segnalare in fase di registrazione, cercando di creare una fusione tra le due fonti il più “reale” possibile.

 

That’s all, molto probabilmente troverete un nuovo post già domani con una recensione.

 

Nerdamente Vostro,

Zio Name

Partiamo con il punto chiave: dopo domani posterò la recensione di FF Gaiden, devo finire gli ultimi dettagli. Avevo pronta anche quella di Mana Khemia, ma rileggendola ieri sera mi faceva schifo, quindi l’ho cestinata.

 

Per le let’s play, ho deciso che salvo impedimenti (leggasi: problemi di compatibilità con l’emulatore, che ho visto esser frequenti con questo gioco), la prima Let’s Play di “rodaggio” sarà su Kingsley’s Adventure, un action/platform/adventure Zelda-like per PS1. Al momento la mia connessione fa la puttana e mi impedisce di caricare qualsiasi cosa su Youtube (o meglio, per caricare carica, ma carica a velocità infime perdendo 3/4 delle informazioni relative ai video per strada), quindi è probabile che registrerò il tutto man mano che gioco e appena trasloco e faccio il nuovo contratto per l’ADSL, upperò il tutto.

 

I guess that’s all, se con Kingsley non va in porto, cambierò gioco.

 

Nerdamente Vostro,

Zio Name

Ebbene si, non solo una recensione oggi, ma anche un’altro post (perché m’è venuta l’idea troppo tardi per scriverla nell’altro post, più che altro .-.)

 

Vi piacerebbe l’idea di una Let’s Play (al 90% dei casi un jRPG) fatta da me?

Come vorreste che sia? Una let’s play “alla cieca”, con un gioco che non ho ancora mai giocato (un Radiant Historia o un Devil Survivor 2, per citarne alcuni, quindi con tutti i WTF dell’occasione) o una let’s play di qualcosa che conosco (DQV, FFV, ecc…)? Preferireste la versione “integrale” oppure se prendiamo un gioco che richiede del grinding (esempio: DQ) una versione dove taglio le parti in cui mi metto a grindare? Ecc…

 

Già che ci siamo, sondaggio:

 

 

Sfogate i vostri istinti più repressi.

 

Nerdamente Vostro,

Zio Name

Sono vivo. Ho preso una serie di impegni che mi stanno portando via parecchio tempo, ma ho quasi finito di scrivere 2 recensioni e molto probabilmente le pubblicherò entrambe la prossima settimana e per la fine del mese dovrei poterne pubblicare altre due.

 

Per cui non preoccupatevi, non ho abbandonato il blog.

 

Tuttavia, mi sto stupendo del fatto che no ho ancora ricevuto nessuna Trollcensione… Contest troppo tosto? Boh.

 

Nerdamente Vostro,

Zio Name